pubblicato il 13 febbraio 2012 in Green Economy

Riciclo del TetraPak, in Toscana una filiera corta

Famiglia imballggi in tetrapak

Revet nel 2010 ha raccolto e avviato a riciclo 1.236 tonnellate di imballaggi “poliaccoppiati” come il “Tetra Pak“, che è un contenitore composto da tre strati sovrapposti a caldo : carta al 75% , polietilene al 20% e alluminio per un 5%.

Normalmente l’anima è in carta, con uno strato interno di alluminio rivestito di polietilene, che riveste anche esternamente l’imballaggio per proteggerlo dagli agenti esterni . Bevande, latte, caseari, formaggi, gelati e cibi pronti sono la vasta platea di prodotti che troviamo confezionati con questa “cipolla” fatta dei 3 materiali sopra ricordati. Questo imballaggio conclude il suo primo ciclo di vita nella campana (o sacco) della raccolta multimateriale, finendo così insieme a plastiche e lattine (il vetro è l’altro elemento che compone il multimateriale “pesante”: presto però inizierà ad essere raccolto da solo, con apposita campana dedicata).

Il Tetrapak è avviato in cartiera, dove i tre materiali – centrifugati, lavati e filtrati – vengono avviati alle classiche destinazioni di riciclo: carta riciclata detta “Cartafrutta” (usata per realizzare shoppers e cancelleria) o “Ecoallene“, un materiale plastico stampabile ottenuto dall’accoppiamento tra polietilene ed alluminio.

In Toscana il TetraPak raccolto e selezionato da Revet , inviato alla “Cartiera Lucchese“, dà origine anche ad una linea di prodotti in carta naturale ottenuta dalla cellulosa del famoso poliaccoppiato: è una filiera tutta toscana, che vede consumatore, gestore di servizio, Revet e Cartiera Lucchese insieme per garantire il massimo riciclaggio, attraverso nuovi prodotti di largo consumo, degli imballaggi poliaccoppiati.